| Kart Delfini Siena Reportage Raduno |
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Ayrton Becherini nostro mini inviato speciale al Raduno Delfini Siena.
Il viaggio passa veloce, mi sono organizzato con psp e lettore dvd portatile. Il tempo di qualche partita al principe di Persia, gli ultimi 2 episodi di Clone Wars e papà mi dice che siamo quasi arrivati. Comincia a farmi le tattiche di gara, le traiettorie, 2 scatole sempre a darmi consigli.
Lo vedo un po' teso babbo, oggi è la mia prima simulazione di gara, a dire il vero chi sembra debba correre è proprio lui, preoccupato agitato. Io sono tranquillo, anzi un poco arrabbiato mi ha bugerato con le previsioni del tempo odio la pioggia e la pista bagnata, l'umidità mi fa venire da fare spesso la pipì e mi prude la schiena. Papà mi aveva assicurato che non avrebbe piovuto, bugia. Arriviamo a Castelnuovo scalo e sbagliamo direzione ma ho l'occasione di vedere delle belle case stile antico e delle campagne coi pascoli. Papà oggi ha deciso di venire in macchina senza furgone ma come arriviamo comincia a dire parolacce ed altro, sta piovendo forte ci fa scendere con un sacco di borse scarica il kart per strada vicino all'ingresso, (fortuna lo aiuta Fiorindo sempre molto gentile), monta il carrello che in quel momento diventa un carretto per trasporto officina ambulante. Mi lascia sotto l'acqua a fare la guardia e va a parcheggiare a qualche centinaio di metri.
Comincio a pensare... chi me l'ha fatto fare a venire, a credere a papà che c'era sole, voglio andare a casa a vedermi i cartoni animati. Varchiamo il cancello principale improvvisamente qualcosa cambia dentro di me, tende furgoni, rombo di motori e una bella sorpresa con una reception della federazione e dentro tanti bambini seduti. Penso quanti nuovi amici troverò con i quali duellare in pista... La seconda bella sorpresa è a pochi passi, si tratta della tenda della Parolin dove ci accolgono con tanta gentilezza ci chiedono se abbiamo bisogno di aiuto, ci danno una mano e consigli utili per sistemare il nostro Delfino. Comincio a scalpitare ho voglia di scendere in pista di confrontarmi di battagliare, quel pelato di papà ha sempre ragione. E' da quando ho 4 anni che mi rompe con questo kart, ma papà alla fine ha sempre ragione, non vedo l'ora di correre. Ci chiamano papà è agitato io gasato, mamma addetta alle riprese, nonostante mamma e papà sono separati per farmi praticare questo sport si accordano e per un giorno si sopportano con grande fatica. Finalmente si parte questa pista è una ficata 3 giri di libere, imparo subito le curve ma rimpiango di non essermi allenato quasi mai sul bagnato, la pista è una saponetta. Parte la prima manche sono penultimo ma va bene almeno imparo a superare e a stare nella bagarre. Sto andando bene mi sembra di avvicinarmi ai primi sono sesto, provo ad andare di più nelle curve e come un salame vado in testacoda, mancano ancora 3 giri riparto arriverò solo ottavo o forse settimo. Scendo papà nasconde l'emozione ma ha le lacrime agli occhi. Sfiliamo davanti al pubblico insieme ai più grandi, quelli del campionato open master tra cui i miei amichetti Riccardo Cinti e Ivan Maugliani, anche l'inno nazionale mi sembra di stare in formula uno.
Di corsa in griglia stavolta parto in prima fila fico fico mi sento già come Senna, bandiera verde ma mi sono rilassato alla prima staccata mi infilano in cinque.... papà me l'aveva detto chiudi alla staccata, ma niente io non sento consigli. Quel primo posto lo volevo anzi lo voglio ancora, ora spingo e decido o la va o la spacca, mi fiondo alla prima curva ma un kart davanti a me si intraversa è fatta faccio un mucchio con tre kart coinvolti ho fatto un macello..... sono di nuovo tra gli ultimi, passo davanti al dritto non vedo papà, mi sa tanto che sta bestemmiando dietro qualche albero, mancano 4 giri e penso posso fare meglio che stare ultimo, recupero e giro dopo giro guadagno posizioni. In un attimo arriva la bandiera a scacchi mi fermo e penso ora mi strilla che non ho vinto allora chiedo papà come sono andato? Lui risponde bene bravo bello di papà anzi bravissimo. Qualcuno mi batte sulla spalla è il direttore di gara e mi dice corri che andiamo a premiarvi, non ci posso credere la mia prima coppa, la stretta di mano del presidente Nolè le foto delle riviste. Pensare che non volevo correre, pensare non volevo venire, durante il viaggio di ritorno faccio l'adorazione alla coppa e alle foto. E' notte sono al letto chiamo papà al cellulare e gli dico quando andiamo alla prossima ? Non vedo l'ora troppo bello correre coi delfini.
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