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KART DELFINI CERVIA REPORTAGE RADUNO Ayrton Becherini nostro mini inviato speciale al raduno Delfini Cervia
Apro gli occhi, sono le 5.30 è già domenica e si parte per Cervia, non vedo l’ora di arrivare, questa volta ho ben quattro amici con cui dividere le emozioni della gara. Il viaggio è lungo e sembra non finire mai, mamma cerca di convincermi a dormire manca ancora molto. Sono incuriosito, il panorama è bello vedo anche un bel lago poi finalmente mi addormento, quando mi svegliano sono in pista. Manuel, Mattia e Leo sono gia arrivati, qualche minuto e arriva anche Nicolò, lui viene dalla Puglia e di strada ne fa sempre tanta. I papà ci organizziamo una ricognizione a bordo pista, Cervia vista da fuori sembra veramente tosta, una pista difficile con tante curve in successione, sarà dura speriamo bene. Giochiamo un po', facciamo parecchia confusione poi ci chiamano per le prove libere. In pista sui kart non si gioca più, dobbiamo essere come i grandi, mi abbasso la visiera devo scoprire i segreti del tracciato e i limiti del mio kart Delfino. Il circuito è impegnativo ma non ho problemi, babbo dice che Parma e la Pista d’Oro (dove mi alleno spesso) sono le piste più formative, ad occhio ho la sensazione che sull’asciutto me la posso battere con i migliori, a Siena sul bagnato ho fatto un disastro, unico problema il motore a fine rettilineo tende a singhiozzare. Oggi per me è un giorno importante, in ballo cè un premio speciale, se vinco una delle due batterie il pelatone (mio padre) mi compra un cagnolino. Sono finite le libere ci chiamano al breafing, nella Delfini non ci sono qualifiche, lo schieramento è al sorteggio, sarà dura siamo ben 19 piloti e partirò in penultima fila. Prima batteria l'emozione sale, scatta il via non parto, il bimbo davanti a me ha un problema meccanico, sfilo ultimo addio scommessa e addio regalo, vorrei scendere e abbandonare ma non posso, faccio un giro e l'arrabbiatura passa, il kart va forte e vado bene anzi benissimo. 
Faccio diversi sorpassi ma il problema al motore è sempre presente, ora davanti a me conto solo quattro kart sono quinto non ci credo, penso che me la posso giocare ma sullo start il direttore da la bandiera a scacchi, cinque giri se parti dietro sono veramente pochi per recuperare. La gara è ufficialmente finita ma nessuno rallenta, come mai? mi sembra ancora di essere in competizione, il sesto mi ripassa io non ci sto, si innesca un autoscontro come alle giostre, lui non molla io neppure, entriamo ai box facendo a ruotate i commissari scappano a destra e a sinistra per non essere investiti, ci becchiamo una sgridata in dialetto romagnolo, il motore si spegne e non riparte, fortuna è finita. Mi sento tranquillo la seconda batteria è alle 15 e lo so già, a sistemare il kart ci penserà papà. Con gli amici facciamo una partita a pallone, andare alle gare con loro mi piace molto, ridiamo scherziamo e poi in pista ce le suoniamo di brutto.. Ore 15 di nuovo in pista, carburatore sostituito gomme pulite come alla Ferrari. Spero di farcela a casa ho già un cagnolino un bouledogue francese di nome Gigione ma ha quasi 14 anni e io vorrei un cucciolo della sua stessa razza. Sulla griglia papà è un disco incantato come sempre esagera, mi ripete cinque volte: “attaccati al 95 perché ho visto che và forte e conosce bene la pista, almeno secondo ci arrivi” rispondo scocciato: “papà basta ho capito non sono mica scemo” ma a me un secondo posto oggi non basta. Lo schieramento viene invertito, parto in seconda fila e ho buone possibilità, dentro la testa ho solo i consigli di papà e vincere il mio cucciolo. Semaforo verde scatto bene, dopo la prima curva incollo il mio musetto sul paraurti del primo, non do spazio agli altri, incredibile prendo la scia e alla staccata in fondo al dritto sono primo.
Un emozione unica ma la gioia dura poco, al secondo giro il carburatore buca ancora, dietro arriva un pilota che vola, un giro e mezzo e mi prende, mancano poco più di due giri e so di non farcela, la vittoria sta sfumando, qualche metro e ce l'ho a fianco, tento di resistere ma passa. E' finita sarò solo secondo. Bandiera a scacchi ai box tanti applausi e complimenti, butto il casco a terra sono deluso , si avvicina il papà del vincitore mi stringe la mano, lui non sa della scommessa, so che vuole solo consolarmi ma sto per piangere, non ho vinto e non ci sarà nessun cagnolino in regalo. Passa una mezzora e ci premiano con un fantastico zaino della honda, un bel cappellino della Parolin, non vedo trofei, dove sono le coppe? Io corro anche per quelle, mamma mi rassicura ce le spediscono a casa, sarà vero? Ci fanno le foto e tra una spinta e l'altra con i miei amichetti torna il sorriso, sono contento perchè faremo il viaggio di ritorno tutti insieme, salgo in macchina e dico: “peccato è già finita, a quando la prossima? papà risponde: “niente più gare se non sistemo il motore, ma a Muro Leccese ci saremo”. replico “non vedo l’ora la scommessa è solo rimandata”. 

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